Contraddizioni durante l’audizione: quando possono danneggiare la domanda di protezione
Durante l’audizione davanti alla Commissione Territoriale, le dichiarazioni del richiedente vengono esaminate insieme agli altri elementi presenti nel fascicolo. Per questo motivo, eventuali differenze tra quanto dichiarato nel modello C3, nelle precedenti dichiarazioni, nei documenti prodotti e durante l’intervista possono essere oggetto di approfondimento.
Una contraddizione, però, non significa automaticamente che l’intera domanda sia considerata non credibile. La valutazione deve riguardare il complesso delle dichiarazioni e delle prove disponibili, tenendo conto anche delle circostanze individuali del richiedente. L’EUAA indica infatti la valutazione della credibilità come una fase strutturata dell’esame della domanda, distinta ma collegata alla successiva valutazione del rischio.
Non tutte le contraddizioni hanno lo stesso peso
Uno degli aspetti più importanti è la differenza tra una contraddizione relativa a un elemento centrale della domanda e una variazione riguardante un dettaglio secondario.
Se, per esempio, cambiano in modo significativo le circostanze fondamentali che secondo il richiedente hanno determinato la fuga dal Paese, la Commissione può ritenere necessario approfondire la questione. Lo stesso può avvenire quando esistono differenze rilevanti sull’identità, sui principali episodi di minaccia o persecuzione, sui responsabili degli episodi o sulle ragioni per cui la persona non può rientrare nel Paese di origine.
Diversamente, una differenza relativa a una data precisa, a un dettaglio cronologico o a un elemento marginale deve essere valutata nel contesto e non necessariamente determina, da sola, un giudizio negativo sulla credibilità.
L’EUAA sottolinea che la valutazione deve prendere in considerazione diversi elementi e non può essere ridotta alla semplice individuazione di una contraddizione.
Il confronto con il C3 e con le dichiarazioni precedenti
Prima dell’audizione, la Commissione dispone delle informazioni già presenti nel fascicolo. Secondo le informazioni aggiornate dell’EUAA sulla procedura italiana, gli intervistatori esaminano le informazioni fornite nella fase preliminare e consultano le informazioni sul Paese di origine prima dell’intervista. L’audizione serve anche a chiarire eventuali incoerenze o lacune.
Per questo motivo, il richiedente può essere invitato a spiegare perché una determinata informazione non era stata fornita in precedenza oppure perché una circostanza viene raccontata in modo diverso durante l’audizione.
Questo non significa che il richiedente debba ricordare ogni episodio con precisione assoluta. Significa che, quando emerge una differenza rilevante, è importante fornire una spiegazione reale e comprensibile.
Quando una differenza può avere una spiegazione
La capacità di ricordare e raccontare determinati eventi può essere influenzata da numerose circostanze.
L’EUAA considera, nell’ambito della valutazione delle prove e della credibilità, anche i fattori personali e situazionali che possono incidere sulle dichiarazioni. L’analisi deve quindi tenere conto del contesto nel quale il racconto viene fornito e non soltanto del risultato finale delle dichiarazioni.
Possono essere rilevanti, a seconda del caso, difficoltà linguistiche, problemi di interpretazione, livello di istruzione, età, condizioni di vulnerabilità, esperienze traumatiche o il tempo trascorso dagli avvenimenti.
Anche le nuove linee guida operative pubblicate nel 2026 dalla Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo, in collaborazione con UNHCR, richiamano l’importanza di individuare tempestivamente eventuali situazioni di vulnerabilità e di tenerne conto nella gestione dell’audizione.
Cosa dice la normativa italiana
L’articolo 3, comma 5, del Decreto Legislativo n. 251/2007 stabilisce i criteri attraverso i quali possono essere valutati come attendibili determinati elementi della dichiarazione anche quando non siano accompagnati da prove documentali.
Tra le condizioni previste dalla norma ci sono lo sforzo compiuto dal richiedente per circostanziare la domanda, la presentazione degli elementi disponibili, la coerenza e plausibilità delle dichiarazioni e la loro compatibilità con le informazioni pertinenti disponibili.
La coerenza rappresenta quindi uno degli elementi considerati nella valutazione, ma deve essere inserita nell’esame complessivo della domanda.
Anche l’assenza di documenti non equivale automaticamente a una mancanza di credibilità. La legge contempla proprio la possibilità che alcuni elementi non possano essere documentati e stabilisce le condizioni alle quali possono comunque essere considerati attendibili.
Contraddizioni e problemi di interpretazione
Un aspetto particolarmente importante durante l’audizione riguarda la comunicazione con l’interprete o il mediatore linguistico.
Se una domanda non viene compresa oppure una risposta viene tradotta in modo non corretto, possono emergere differenze che non dipendono dal contenuto reale della dichiarazione del richiedente.
Per questo, durante l’intervista è importante segnalare immediatamente eventuali difficoltà di comprensione. Le informazioni dell’EUAA sulla procedura italiana indicano che, all’inizio dell’audizione, viene verificata anche la capacità del richiedente di comprendere l’interprete e che possono essere adottate misure appropriate quando sono necessarie.
Cosa fare se la Commissione evidenzia una contraddizione
Quando viene rilevata una differenza, la cosa più importante è chiarirla senza cercare di modificare il racconto per renderlo apparentemente più coerente.
Se non si ricorda una data precisa, è preferibile dirlo. Se una precedente dichiarazione contiene un errore, può essere spiegato che si trattava di un errore. Se una parte del racconto non era stata fornita in precedenza, è necessario spiegare, quando possibile, il motivo per cui quell’informazione non era stata comunicata.
Anche le linee guida e gli strumenti dell’EUAA sulla valutazione delle prove prevedono un approccio strutturato che comprende la raccolta delle informazioni, la valutazione della credibilità e, successivamente, la valutazione del rischio.
In Italia, inoltre, la Commissione può convocare nuovamente il richiedente quando sia necessario chiarire alcune incoerenze o quando la complessità del caso richieda ulteriori approfondimenti.
La questione centrale, quindi, non è semplicemente stabilire se nel racconto esista una differenza, ma comprendere che cosa riguarda quella differenza, quanto incide sui fatti principali della domanda e se esiste una spiegazione coerente con le circostanze personali del richiedente.
Bibliografia
European Union Agency for Asylum. (2024). Practical Guide on Evidence and Risk Assessment. EUAA – Practical Guide on Evidence and Risk Assessment
European Union Agency for Asylum. (2023). Judicial analysis on evidence and credibility in the context of the Common European Asylum System: Second edition. EUAA – Evidence and credibility assessment
European Union Agency for Asylum. (2026). First instance determination – Italy. EUAA – First instance determination, Italy
Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione. (2026). Linee guida per le Commissioni Territoriali sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale. Ministero dell’Interno – Linee guida 2026
Repubblica Italiana. (2007). Decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251. Normattiva.
