Ottobre 30, 2026

COI: come si verifica la situazione del Paese e come incide sulla domanda di asilo

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ChatGPT Image 24 sept 2026, 12_16_08 p.m.

Quando una persona presenta una domanda di protezione internazionale, le autorità non valutano soltanto il racconto individuale del richiedente. Per esaminare la richiesta devono anche conoscere la situazione esistente nel Paese di origine.

A questo scopo vengono utilizzate le COI, Country of Origin Information, cioè le informazioni sul Paese di origine. Si tratta di dati e analisi riguardanti, tra gli altri aspetti, la situazione politica, sociale e di sicurezza, il rispetto dei diritti umani, la presenza di conflitti o violenze e le condizioni delle persone appartenenti a determinati gruppi.

Le COI costituiscono quindi uno degli strumenti utilizzati per verificare il contesto nel quale si inserisce la storia raccontata dal richiedente.

Che cosa sono le COI?

Le Country of Origin Information sono informazioni documentate e aggiornate sulla situazione di un determinato Paese.

Possono riguardare, ad esempio, la situazione politica e istituzionale, i conflitti armati, la criminalità e la violenza, il funzionamento delle forze di sicurezza e della giustizia, il rispetto dei diritti fondamentali e la situazione di specifiche categorie della popolazione.

L’obiettivo è fornire alle autorità che esaminano una domanda di protezione internazionale elementi affidabili per comprendere il contesto nel quale si sono verificati i fatti raccontati dal richiedente.

Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), le COI devono essere pertinenti, affidabili, aggiornate e utilizzate in modo trasparente nell’ambito della valutazione delle domande di protezione internazionale.

Chi raccoglie queste informazioni?

Le COI possono provenire da diverse fonti.

Tra le principali rientrano le istituzioni europee e nazionali, le organizzazioni internazionali, le autorità pubbliche, le organizzazioni non governative, gli organismi specializzati e le fonti giornalistiche affidabili.

A livello europeo, un ruolo importante è svolto dall’EUAA, che raccoglie, analizza e pubblica informazioni sui Paesi di origine dei richiedenti asilo.

Anche l’UNHCR, le Nazioni Unite, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e altre organizzazioni internazionali producono rapporti che possono essere utilizzati come fonti informative.

In Italia, le Commissioni territoriali possono utilizzare le informazioni disponibili attraverso le fonti istituzionali e specializzate per valutare la situazione del Paese di origine.

Non tutte le fonti hanno però lo stesso valore. La qualità dell’informazione deve essere valutata considerando l’affidabilità della fonte, la metodologia utilizzata, la data di pubblicazione e la possibilità di verificare le informazioni riportate.

Perché le COI sono importanti nella domanda di asilo?

Le informazioni sul Paese servono a collocare il racconto individuale all’interno del contesto reale.

Per esempio, se una persona racconta di essere stata minacciata da un determinato gruppo presente nella propria zona di origine, le informazioni disponibili possono aiutare a verificare se quel gruppo esiste, dove opera, quali attività svolge e quali rischi può rappresentare per determinate categorie di persone.

Allo stesso modo, quando il richiedente riferisce di aver subito persecuzioni o violenze da parte di soggetti pubblici o privati, le COI possono fornire informazioni sulla capacità o sulla volontà delle autorità locali di offrire protezione.

Questo non significa che un fatto possa essere considerato vero o falso esclusivamente sulla base delle COI.

Le informazioni sul Paese servono infatti a valutare il contesto, mentre l’esame della domanda deve considerare anche la credibilità e gli elementi individuali forniti dal richiedente.

Le COI devono essere aggiornate

La situazione di un Paese può cambiare rapidamente.

Un conflitto può iniziare o terminare, un governo può cambiare, una determinata organizzazione può perdere o acquisire il controllo di un territorio, oppure possono verificarsi cambiamenti nelle leggi e nelle politiche di sicurezza.

Per questo motivo, l’aggiornamento delle fonti è particolarmente importante.

L’EUAA, nelle proprie metodologie per la ricerca delle COI, sottolinea la necessità di utilizzare informazioni pertinenti e aggiornate e di indicare chiaramente la fonte e la data delle informazioni utilizzate.

Una situazione descritta in un rapporto pubblicato diversi anni prima potrebbe quindi non rappresentare necessariamente la situazione esistente al momento in cui viene esaminata una domanda.

Le COI possono confermare il racconto del richiedente?

Possono contribuire a verificare se il racconto sia coerente con le informazioni disponibili sul Paese, ma non costituiscono una prova automatica della veridicità di una storia individuale.

Le COI possono, ad esempio, confermare che in una determinata regione esiste un conflitto, che un gruppo armato è presente sul territorio o che una determinata categoria di persone è esposta a forme di discriminazione o persecuzione.

Questo elemento può essere rilevante nella valutazione complessiva della domanda.

Al contrario, l’assenza di informazioni su un determinato episodio non significa necessariamente che quell’episodio non sia avvenuto. Un fatto individuale può infatti non essere documentato dalle fonti pubbliche disponibili.

Per questo motivo, le COI devono essere utilizzate insieme agli altri elementi della domanda.

La situazione generale non basta da sola

Un punto importante è la distinzione tra situazione generale del Paese e situazione personale del richiedente.

Anche quando un Paese attraversa una situazione difficile, non tutte le persone sono necessariamente esposte allo stesso rischio. Allo stesso modo, un miglioramento generale della situazione non esclude automaticamente che una determinata persona possa essere esposta a un pericolo individuale.

La valutazione deve quindi tenere conto delle circostanze personali del richiedente, della sua storia, della zona di provenienza, delle persone o dei gruppi coinvolti e delle ragioni specifiche per cui teme di tornare.

Le COI servono a fornire il contesto necessario per effettuare questa valutazione.

Cosa succede quando le informazioni sono contrastanti?

Può accadere che fonti diverse descrivano in modo differente la situazione di un Paese o di una determinata regione.

In questi casi, la valutazione deve tenere conto della qualità e dell’affidabilità delle fonti, della loro data, della metodologia utilizzata e della specificità delle informazioni rispetto alla situazione esaminata.

L’EUAA ha sviluppato metodologie specifiche per la raccolta e l’analisi delle COI proprio per garantire che le informazioni utilizzate nelle procedure di asilo siano raccolte e valutate in modo strutturato.

La presenza di informazioni differenti non significa quindi automaticamente che una fonte debba essere accettata e un’altra ignorata. Occorre considerare il contenuto e l’affidabilità delle singole fonti.

Le COI possono essere utilizzate anche dal richiedente

Le informazioni sul Paese di origine non vengono utilizzate soltanto dalle autorità.

Anche il richiedente e il suo legale possono fare riferimento a fonti COI affidabili per documentare il contesto nel quale si inserisce la domanda.

Rapporti dell’EUAA, dell’UNHCR, delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni riconosciute possono essere utilizzati per fornire informazioni sulla situazione del Paese o di una determinata area.

È però importante che le informazioni siano pertinenti al caso concreto e sufficientemente aggiornate.

Una relazione generale sulla situazione del Paese può essere utile per descrivere il contesto, ma non sostituisce la necessità di spiegare le circostanze personali che hanno portato alla richiesta di protezione.

Un elemento della valutazione complessiva

Le COI sono quindi uno strumento importante nel procedimento di protezione internazionale, ma non rappresentano da sole la decisione sull’esito della domanda.

La valutazione deve considerare il racconto del richiedente, la documentazione disponibile, le informazioni sul Paese di origine e tutti gli altri elementi rilevanti.

Il loro ruolo è permettere alle autorità di confrontare la situazione individuale con il contesto del Paese di origine e di verificare se gli elementi riferiti dal richiedente siano compatibili con le informazioni disponibili.

Per questo motivo, conoscere le COI significa anche comprendere uno degli strumenti attraverso i quali viene valutata una domanda di protezione internazionale: non una semplice raccolta di notizie, ma un insieme di informazioni utilizzate per ricostruire il contesto nel quale devono essere esaminate le circostanze individuali del richiedente.

Bibliografia

European Union Agency for Asylum. (2024). Country of Origin Information (COI). EUAA. https://euaa.europa.eu/coi

European Union Agency for Asylum. (2024). EUAA COI methodology. EUAA. https://euaa.europa.eu/coi/methodology

European Union Agency for Asylum. (2024). Practical Guide on Country of Origin Information. EUAA. https://euaa.europa.eu/publications/practical-guide-country-origin-information

United Nations High Commissioner for Refugees. (2024). Country of Origin Information. UNHCR. https://www.unhcr.org/coi

European Parliament & Council of the European Union. (2024). Regulation (EU) 2024/1348 of 14 May 2024 establishing a common procedure for international protection in the Union. Official Journal of the European Union. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1348/oj

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