Settembre 24, 2026

Decreto flussi, servono maggiori investimenti per renderlo più efficace

0

Dai dati emersi dalla campagna “Ero straniero”, un’analisi sugli esiti del Decreto flussi per il 2024-2025, con dati aggiornati alla fine del 2025, risulta chiaro come la situazione varia molto da prefettura a prefettura, anche all’interno della stessa regione. Dalle informazioni raccolte emerge che l’esito delle domande dipende fortemente da dove vengono presentate: alcune prefetture riescono a completare le pratiche e rilasciare i permessi, molte altre restano ferme, creando lunghi ritardi, archiviazioni e rinunce. Questo blocco rallenta l’ingresso in Italia di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici attraverso l’unico canale autorizzato.

A livello nazionale, il Decreto flussi ha avuto esiti deludenti. Degli 146.850 ingressi programmati nel 2024, risultano in via di rilascio solo 24.858 permessi di soggiorno: circa il 17% del previsto. In pratica, solo 17 persone su 100 sono riuscite ad entrare in Italia con un lavoro e un titolo di soggiorno regolare. Inoltre, il 60% dei permessi rilasciati si concentra in sole 20 prefetture (tra le prime: Verona, Ragusa, Trento, Cuneo, Lecce, Milano, Latina, Bari, Bolzano, Brescia), il che significa che poche aree “chiudono” le pratiche mentre molte restano ferme.

Lo scenario è evidente confrontando tre grandi città. Nel 2024 a Roma sono arrivate 33.294 domande per 6.814 quote di ingresso previste, ma risultano solo 85 permessi in rilascio. A Napoli le domande sono state 120.923 per 4.403 quote, con 269 permessi in rilascio. A Milano, con 36.375 domande e 2.395 quote, i permessi in rilascio sono 940. Stessa procedura, risultati molto diversi: un vero effetto di “lotteria amministrativa”.

Anche nella stessa regione si osservano differenze notevoli. Nel Lazio, nel 2024 Roma ha ricevuto quasi il 49% delle domande regionali ma ha rilasciato solo il 7% dei permessi; Latina, pur ricevendo meno domande (circa il 37%), ha prodotto oltre il 70% dei permessi della regione, soprattutto per il lavoro stagionale, che rimane il canale più efficace. Tuttavia, anche nelle prefetture più efficienti solo circa 3 persone su 10 arrivano ad ottenere il permesso: il rischio di irregolarità e sfruttamento resta molto alto.

Il quadro mostra due problemi principali. Primo: il meccanismo dei flussi e il click day non riescono a garantire l’ingresso delle persone previste, causando perdite significative di posti di lavoro. Secondo: la procedura produce esiti molto diversi a parità di regole, a causa della gestione concreta delle pratiche e della carenza di personale nelle prefetture, nelle questure e nelle rappresentanze all’estero. Serve che le amministrazioni indaghino le cause di queste differenze e che si intervenga con decisione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *