Richiedenti asilo in Italia: il Governo approva il decreto che porta a 90 giorni l’attesa per poter lavorare
Il Governo italiano approva il decreto di attuazione del Patto UE su migrazione e asilo. Tra le novità, i richiedenti asilo potranno lavorare solo dopo 90 giorni dalla domanda.
Nuove regole per l’asilo e la migrazione: cosa cambia per chi presenta domanda di protezione internazionale
Il Governo italiano ha approvato il 5 giugno 2026 un nuovo decreto-legge che introduce importanti modifiche in materia di migrazione, asilo e accoglienza. Il provvedimento, adottato dal Consiglio dei Ministri, rappresenta uno dei primi passi concreti per l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo approvato dall’Unione Europea nel maggio 2024.
Tra le novità che interessano maggiormente i richiedenti protezione internazionale vi è l’allungamento del periodo di attesa necessario per accedere al mercato del lavoro. Con le nuove disposizioni, infatti, chi presenta una domanda di asilo in Italia potrà iniziare a lavorare solo dopo 90 giorni dalla formalizzazione della richiesta, rispetto ai termini precedentemente previsti dalla normativa nazionale.
Le nuove procedure per la domanda di asilo
Il decreto interviene su diverse fasi della procedura di protezione internazionale. Vengono regolamentati in modo più dettagliato i momenti della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda di asilo, oltre ai documenti che vengono rilasciati al richiedente durante l’iter amministrativo.
L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di adeguare il sistema italiano alle nuove norme europee, uniformando le procedure di accoglienza e gestione delle domande di protezione internazionale.
Procedure di frontiera e controlli rafforzati
Il testo introduce inoltre nuove disposizioni sulle procedure di frontiera, che potranno essere applicate in specifiche situazioni previste dalla normativa europea. Vengono stabiliti termini precisi per la conclusione delle procedure accelerate e sono disciplinati i trasferimenti dei richiedenti sottoposti a tali procedure.
Particolare attenzione viene dedicata agli accertamenti nei confronti delle persone intercettate durante l’attraversamento irregolare delle frontiere o soccorse in mare. I controlli comprenderanno verifiche sanitarie, accertamenti sulla vulnerabilità, controlli di sicurezza e rilevamenti biometrici, con successiva registrazione dei dati nel sistema europeo Eurodac.
Nuove regole sul trattenimento
Il decreto introduce anche disposizioni riguardanti il rischio di fuga, le misure alternative al trattenimento e i casi nei quali il prefetto potrà imporre al richiedente l’obbligo di risiedere in un luogo specifico.
Viene inoltre disciplinato il fermo amministrativo finalizzato agli accertamenti necessari, prevedendo la supervisione dell’autorità giudiziaria e specifiche garanzie per i minori.
Potenziamento delle Commissioni territoriali
Per far fronte all’applicazione delle nuove regole europee, il Governo ha previsto un rafforzamento delle Commissioni territoriali che si occupano dell’esame delle domande di protezione internazionale. Saranno inoltre ampliate le competenze delle sezioni specializzate in materia di immigrazione e verranno introdotte misure organizzative per accelerare la gestione delle pratiche.
Cosa significa per i richiedenti asilo
Per migliaia di persone che ogni anno presentano domanda di protezione internazionale in Italia, la modifica più immediatamente percepibile sarà il nuovo termine di 90 giorni prima di poter accedere legalmente al lavoro.
Le altre misure entreranno progressivamente in vigore nell’ambito dell’attuazione del nuovo sistema europeo di gestione della migrazione e dell’asilo, destinato a modificare profondamente le procedure applicate negli Stati membri dell’Unione Europea nei prossimi anni.
Baselatina continuerà a seguire l’evoluzione della normativa e a informare la comunità latinoamericana in Italia sulle novità che possono incidere sui percorsi di integrazione, soggiorno e protezione internazionale.
