Settembre 24, 2026

Via libera al nuovo Decreto Flussi 2026–2028: 500 000 ingressi regolari previsti in tre anni.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto flussi che consente 500 mila ingressi regolari di lavoratori stranieri nel triennio 2026–2028, suddivisi tra:

• Lavoratori non stagionali e autonomi (inclusi colf e badanti): 76.850 ogni anno

Stagionali: 88 000 (2026), 89 000 (2027), 90 000 (2028)

Colf e badanti: 13 600 (2026), 14 000 (2027), 14 200 (2028) 

Collaborazione internazionale e quote preferenziali

Verranno attribuite quote preferenziali a Paesi che attuano campagne informative sui rischi dell’immigrazione irregolare e collaborano con l’Italia per frenare i flussi clandestini  .

Un grande piano… sulla carta

Il decreto concede molte quote, ma i dato del triennio precedente mostrano una grossa discrepanza tra autorizzazioni e ingressi reali:

Nel 2024: solo 9.331 domande formalizzate su 119.890 quote (7,8 %) Nel 2023: 16.188 pratiche su 127.707 (13 %), con permessi effettivi – dopo passaggi burocratici – attorno al 7,5 % 

Criticità e veleno: l’Accordo Italia‑Albania

La Corte di Cassazione, tramite l’Ufficio del Massimario, ha espresso forti riserve su un accordo bilaterale con l’Albania orientato a trasferire i migranti:

Dubbio sulla salute dei trasferiti, poiché l’assistenza sanitaria albanese risulterebbe inferiore a quella italiana Mancanza di chiarezza sulla categoria di migranti coinvolti e sui meccanismi per il diritto di difesa, affidato per lo più a discrezionalità.

Cosa cambia per il sistema lavoro

Secondo Palazzo Chigi, l’obiettivo è agevolare l’ingresso di manodopera “indispensabile a settori produttivi che altrimenti non trovano risposte interne”, ridurre il fenomeno del lavoro nero e rafforzare i canali legali  .

La Coldiretti ha accolto con favore la decisione, in particolare per il mondo agricolo, chiedendo però la semplificazione del sistema e il superamento del click day  .

Al contrario, Più Europa ha contestato il provvedimento dandomi “aumento figurativo” senza tradursi in contratti effettivi e permessi concreti  .

Conclusione

Il nuovo decreto flussi rappresenta un passo ambizioso verso un sistema migratorio più ordinato e funzionale alle esigenze industriali italiane.

Tuttavia, l’esperienza del passato sottolinea luci e ombre: le quote sono tante, ma senza semplifiche la burocrazia pesa, e restano ancora aperte le questioni sui diritti dei migranti, specie negli accordi con l’estero.