Via libera al nuovo Decreto Flussi 2026–2028: 500 000 ingressi regolari previsti in tre anni.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto flussi che consente 500 mila ingressi regolari di lavoratori stranieri nel triennio 2026–2028, suddivisi tra:
• Lavoratori non stagionali e autonomi (inclusi colf e badanti): 76.850 ogni anno
• Stagionali: 88 000 (2026), 89 000 (2027), 90 000 (2028)
• Colf e badanti: 13 600 (2026), 14 000 (2027), 14 200 (2028)
Collaborazione internazionale e quote preferenziali
Verranno attribuite quote preferenziali a Paesi che attuano campagne informative sui rischi dell’immigrazione irregolare e collaborano con l’Italia per frenare i flussi clandestini .
Un grande piano… sulla carta
Il decreto concede molte quote, ma i dato del triennio precedente mostrano una grossa discrepanza tra autorizzazioni e ingressi reali:
Nel 2024: solo 9.331 domande formalizzate su 119.890 quote (7,8 %) Nel 2023: 16.188 pratiche su 127.707 (13 %), con permessi effettivi – dopo passaggi burocratici – attorno al 7,5 %
Criticità e veleno: l’Accordo Italia‑Albania
La Corte di Cassazione, tramite l’Ufficio del Massimario, ha espresso forti riserve su un accordo bilaterale con l’Albania orientato a trasferire i migranti:
Dubbio sulla salute dei trasferiti, poiché l’assistenza sanitaria albanese risulterebbe inferiore a quella italiana Mancanza di chiarezza sulla categoria di migranti coinvolti e sui meccanismi per il diritto di difesa, affidato per lo più a discrezionalità.
Cosa cambia per il sistema lavoro
Secondo Palazzo Chigi, l’obiettivo è agevolare l’ingresso di manodopera “indispensabile a settori produttivi che altrimenti non trovano risposte interne”, ridurre il fenomeno del lavoro nero e rafforzare i canali legali .
La Coldiretti ha accolto con favore la decisione, in particolare per il mondo agricolo, chiedendo però la semplificazione del sistema e il superamento del click day .
Al contrario, Più Europa ha contestato il provvedimento dandomi “aumento figurativo” senza tradursi in contratti effettivi e permessi concreti .
Conclusione
Il nuovo decreto flussi rappresenta un passo ambizioso verso un sistema migratorio più ordinato e funzionale alle esigenze industriali italiane.
Tuttavia, l’esperienza del passato sottolinea luci e ombre: le quote sono tante, ma senza semplifiche la burocrazia pesa, e restano ancora aperte le questioni sui diritti dei migranti, specie negli accordi con l’estero.
