Ius sanguinis: cosa è cambiato e chi potrebbe restare escluso
Una riforma che modifica il riconoscimento della cittadinanza per discendenza
La cittadinanza italiana per ius sanguinis è da sempre uno dei principi fondamentali dell’ordinamento italiano. In base a questo criterio, una persona può acquisire la cittadinanza italiana per discendenza se nasce da un genitore italiano. Tuttavia, nel 2025 il Parlamento ha approvato una riforma che introduce importanti limitazioni al riconoscimento della cittadinanza per i discendenti degli italiani nati all’estero.
Le modifiche, introdotte con il Decreto-Legge n. 36/2025, successivamente convertito nella Legge n. 74/2025, non eliminano il principio dello ius sanguinis, ma ne restringono l’applicazione, rafforzando il requisito del legame effettivo con l’Italia.
Cosa cambia con la nuova normativa
La riforma introduce, per la prima volta, limiti più stringenti alla trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza nei casi di persone nate all’estero e in possesso di un’altra cittadinanza.
L’obiettivo dichiarato dal Governo è contrastare gli abusi e garantire che il riconoscimento della cittadinanza sia collegato a un rapporto concreto con l’Italia, piuttosto che alla sola esistenza di un antenato italiano.
Chi potrebbe restare escluso
Le nuove disposizioni riguardano principalmente alcune categorie di discendenti nati fuori dall’Italia.
In particolare, potrebbero non avere più diritto al riconoscimento automatico della cittadinanza coloro che:
- sono nati all’estero e possiedono un’altra cittadinanza;
- non rientrano nelle disposizioni transitorie previste dalla legge;
- non possono dimostrare uno dei requisiti introdotti dalla riforma, come la presenza di un ascendente di primo o secondo grado che abbia posseduto esclusivamente la cittadinanza italiana oppure la residenza in Italia del genitore per almeno due anni continuativi prima della nascita del figlio.
Le persone che avevano già presentato la domanda entro i termini previsti dalla normativa transitoria continuano invece a essere valutate secondo le regole precedenti.
Un dibattito ancora aperto
La riforma ha suscitato un ampio dibattito tra giuristi, associazioni e comunità italiane all’estero.
Secondo il Governo, le modifiche mirano a valorizzare il legame effettivo con il Paese e a contenere il crescente numero di richieste provenienti dall’estero. Al contrario, numerosi esperti ritengono che alcune disposizioni possano incidere sui diritti dei discendenti degli emigrati italiani e continuano a sollevare questioni interpretative davanti ai tribunali.
Cosa significa per chi intende presentare domanda
Per chi desidera richiedere la cittadinanza italiana per discendenza è oggi ancora più importante verificare attentamente la propria situazione familiare e la normativa applicabile.
La riforma ha introdotto nuovi criteri che possono incidere sull’ammissibilità della domanda e rendono fondamentale una corretta valutazione della documentazione genealogica e dei requisiti previsti dalla legge.
Bibliografia
- Legge 23 maggio 2025, n. 74.
- Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36.
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Riforma della cittadinanza iure sanguinis.
- Consolato d’Italia. Reform of citizenship iure sanguinis.
- Consolato Generale d’Italia di Montréal. Cittadinanza iure sanguinis – Nuovo art. 3-bis.
